Dipartimento motorial

Io e il golf di Livio Morosi (Chairman Dipartimento Motorial)

Porto una protesi dall’età di 15 anni e mai mi sarei aspettato che un gioco come il golf potesse coinvolgermi in modo così emozionante e agonistico al  tempo stesso.

Lo sci, dopo l’infortunio, fu la prima passione che mi ha fatto gioire ed entusiasmare.

A quel tempo non era praticato da un amputato, se non con uno sci e degli stabilizzatori sulle racchette; io con altri due amici, ed ognuno per proprio conto, trovammo la tecnica per sciare con due sci talmente bene che disputammo gare prima dimostrative e poi alle Paraolimpiadi di Innsbruck, nel lontano 1984, che mi costarono, ahimè!, una frattura alla spalla, rimediata nella seconda manche, all’ultima porta.

Ma la nostra perseveranza e forza di volontà fu trasmessa ad altri ragazzi che, vedendo il nostro entusiasmo incominciarono a sciare da amputati, ma come tutti. Io ho continuato a sciare con la mia famiglia: mio figlio e mia moglie.

Un altro sport che ho praticato assiduamente è stata la subacquea, che mi ha tenuto compagnia per 20 anni e l’ho insegnata come istruttore fino a pochi anni fa, nel Club Atlantis di Busto Arsizio. I miei amici subacquei mi chiamano affettuosamente “gamba” poiché, per effettuare questo sport, non indosso la protesi.

Nel 2003 mi capitò di vedere da vicino un campo da golf, durante una vacanza: ne fui affascinato! Il verde dei fairway e dei green, i bunker e i laghetti mi fecero venire la voglia di provare a giocare.

La settimana successiva al mio ritorno a casa mi precipitai al campo pratica dell’Idea verde, dove ebbi la fortuna di conoscere professionisti come Andrea Ferlito  e, successivamente, al Golf club Le robinie, Alessandro Cardini che mi trasmisero le emozioni che può suscitare il golf a una persona, con o senza handicap, sia di gioco che fisico.

Ritengo che sia l’unico sport che permette, in gara, un confronto alla pari fra un normodotato e un disabile poiché, come disciplina, prevede l’attribuzione di un handicap di gioco.

La competizione mi appassiona. Oggi gioco nella Federazione Italiana Golfisti Disabili e con buoni traguardi raggiunti, ma per me non soddisfacenti: io non sono mai contento e vorrei sempre di più, continuo pertanto la ricerca di un swing sempre più efficace. Da quello che posso constatare nessun golfista è mai soddisfatto del proprio gioco; il golf è  una droga che si assume frequentando il campo pratica e si consuma durante la gara di Club ogni domenica, senza effetti collaterali e dannosi per il fisico.

Nella nostra Federazione, come in ogni mia attività praticata, cerco di aggregare e coinvolgere chi, come me, nutre una passione per tutto quello che fa.

Così, posso affermare che l’unica cosa che mi manca in questo sport, con una punta di invidia per quelli che ci sono già riusciti, è l’impresa dell’hole in one. Aspetterò con pazienza il fatidico momento; vedere la pallina finire, con un solo tiro dal tee di partenza, in buca.

Ne assaporo già il momento con soddisfazione e via……anche un po’ di fortuna!

Gallery

web design by Pixel Overdrive | Login